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PAROLE CROCIATE

 

di e con Gianluca Foresi 
 

Lo spettacolo, ambientato negli anni delle crociate in Terrasanta, si articola in un dialogo a distanza fra due culture e due mondi diversi: si intrecciano così, in un ritmo ora lirico e incalzante ora comico e meditativo, i destini individuali del crociato cristiano (o miles Christi) e del fedele musulmano, nel contesto più ampio dei tragici eventi che ebbero luogo dall’anno 1000 in poi. 

 

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Ecco quindi dalle nebbie del passato prendere forma, attraverso il racconto dei due personaggi, i protagonisti di quell’originaria epopea: Papa Urbano II, che per primo esortò la cristianità alla crociata contro “l’infedele”, Goffredo di Buglione ”‘l capitano che ‘l gran sepolcro liberò di Cristo”, Solimano di Nicea “che brama in parte di vendicar l’offese”, Salah ad-Din Yusuf Ibn Ayyub (Saladino), Zinchi ‘Imàd ad-din, l’uomo della provvidenza islamica, e suo figlio Norandino, Riccardo Cuor di Leone, il re cavaliere, Federico II di Svevia, il monarca illuminato, il Re (Santo) Luigi IX  provvidenza degli umili cristiani dall’altra. Sullo sfondo appaiono inoltre i racconti dei cantastorie, dei Giullari, cristiani come arabi, che partecipavano a quelle lunghe spedizioni militari per rinfrancare il morale delle truppe e riportare la loro testimonianza. Ma la storia non è solo quella dei grandi e degli eletti; la storia, come ci dice il Manzoni, è quella scritta dagli uomini comuni, semplici, vittime di un destino che altri hanno scelto per loro. Lo stesso destino del crociato cristiano e del giovane musulmano, entrambi particelle infinitesimali nel pulviscolo della follia. La loro è una r-esistenza inutile, angeli precipitati dal paradiso di una pacifica vita familiare nell’inferno di una guerra  “inutile”. L’unica via di fuga offerta ad entrambi è l’ironia, l’unica arma che sola può sconfiggere anche il peggior nemico. Nei momenti dove tutto sembra sprofondare in un informe nulla e la fine sembra prossima, ecco che questa  fedele compagna gli si fa incontro, e con essa riescono a ri-leggere e ri-creare la loro altrimenti cruda e improrogabile realtà. 
 

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Questo spettacolo nasce dall’esigenza profonda di avvicinare il pubblico ad un evento storico le cui implicazioni politiche e religiose sono al giorno d’oggi quanto mai attuali. Le tecniche narrative utilizzate sono quelle della tradizione orale comico-giullaresca che, non perdendo di vista la serietà dell’argomento, evidenziano le incomprensioni e i sentimenti ostili che scaturiscono dalla paura della diversità. “Parole crociate” è comunque, sotto la buffonesca superficie dell’intrattenimento piacevole  e della contaminazione contemporanea, un richiamo a vicende storiche lontane nel tempo, che  tuttavia non hanno perso il loro fascino, e la loro eco, ancora oggi, arriva sino a noi. 

 

 

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- SCHEDA TECNICA: 

Spettacolo adatto ad ogni pubblico. Un attore in scena. Tecniche utilizzate sono la comicità e l’improvvisazione della tradizione giullaresca e contastorie, narrazione originale dei testi.

La durata è di un’ora circa. 

Luci.

Acustica protetta.

 

 

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